Questa giornata nasce per dare voce a milioni di persone nel mondo che convivono con patologie poco conosciute, spesso difficili da diagnosticare e ancora più difficili da curare. È un momento di sensibilizzazione, ma anche di informazione e di sostegno concreto, che coinvolge pazienti, famiglie, medici, ricercatori e istituzioni.
Le origini della Giornata Mondiale delle Malattie Rare
La Giornata Mondiale delle Malattie Rare è stata lanciata nel 2008 da
EURORDIS,
l’organizzazione europea che rappresenta le associazioni di pazienti affetti da malattie rare.
L’idea era semplice ma potente: creare un evento globale capace di unire pazienti, famiglie, medici, ricercatori e istituzioni. Da iniziativa europea, nel giro di pochi anni la giornata è diventata un appuntamento mondiale, con eventi in oltre 100 Paesi.
Che cosa si intende per “malattia rara”?
In Europa una malattia è definita rara quando colpisce non più di 1 persona su 2.000. Ma attenzione: singolarmente sono rare, collettivamente no.
Si stima che esistano oltre 6.000–7.000 malattie rare e che nel mondo ne siano colpite circa 300 milioni di persone.
Per dati ufficiali e aggiornamenti in Italia è possibile consultare il portale dell’
Istituto Superiore di Sanità,
che coordina il Centro Nazionale Malattie Rare.
Tra le più conosciute troviamo:
- Fibrosi cistica
- Sindrome di Rett
- Distrofia muscolare di Duchenne
Molte di queste patologie sono genetiche e si manifestano già in età pediatrica.
Perché si celebra
La Giornata Mondiale delle Malattie Rare serve a:
- Sensibilizzare l’opinione pubblica
- Ridurre il ritardo diagnostico
- Promuovere la ricerca scientifica
- Sostenere i pazienti e le loro famiglie
- Favorire politiche sanitarie più inclusive
Uno dei problemi principali è proprio il ritardo nella diagnosi: per molte persone il percorso può durare anni, con visite, esami e incertezze. Questo fenomeno viene spesso definito “odissea diagnostica”.
La giornata vuole rompere il silenzio e accendere i riflettori su queste realtà spesso invisibili.
Come celebrare la Giornata Mondiale delle Malattie Rare
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Informarsi e informare.
Leggere, condividere articoli, seguire le campagne ufficiali e parlarne con amici e familiari. La consapevolezza è sempre il primo passo verso il cambiamento.
🤝
Sostenere le associazioni.
Molte organizzazioni si occupano di ricerca e supporto ai pazienti. Anche una piccola donazione può fare la differenza. Tra le realtà italiane più attive c’è
UNIAMO,
federazione italiana delle malattie rare.
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Partecipare agli eventi.
In molte città vengono illuminati monumenti, organizzati convegni, incontri pubblici e momenti di testimonianza. Partecipare significa far sentire la propria presenza.
💜
Indossare qualcosa di viola.
Il viola è il colore simbolo della giornata: un piccolo gesto visibile che diventa segno di solidarietà e partecipazione.
Una sfida globale che riguarda tutti
Le malattie rare non sono soltanto una questione clinica. Non riguardano esclusivamente esami genetici, protocolli terapeutici o cartelle mediche.
Sono prima di tutto una realtà che incide profondamente sulla vita quotidiana di milioni di persone e delle loro famiglie.
Dietro ogni diagnosi c’è spesso un percorso lungo e complesso. Molti pazienti affrontano anni di visite, consulti specialistici e ipotesi prima di ottenere una risposta definitiva.
Questo percorso viene spesso definito odissea diagnostica: un periodo fatto di incertezza, dubbi e attese, che può avere un impatto emotivo enorme.
Inclusione scolastica e vita sociale
Quando una malattia rara colpisce un bambino, l’impatto non è solo sanitario. Diventa una questione di integrazione scolastica, di accessibilità e di comprensione da parte del contesto educativo.
Le famiglie devono spesso affrontare:
- necessità di insegnanti di sostegno;
- assenze frequenti per terapie e controlli medici;
- difficoltà motorie o cognitive;
- barriere architettoniche o mancanza di strumenti adeguati.
Non sempre il sistema è pronto a rispondere in modo uniforme. Per questo parlare di malattie rare significa parlare anche di diritto allo studio e di inclusione concreta.
Diritti sul lavoro e impatto economico
Per molti adulti convivere con una malattia rara significa dover gestire limitazioni fisiche, terapie continuative o affaticamento cronico.
Questo può tradursi in difficoltà nel mantenere un impiego stabile o nel dover richiedere adattamenti lavorativi.
Allo stesso tempo, anche un genitore può essere costretto a ridurre o interrompere l’attività lavorativa per assistere un figlio.
Ne deriva un impatto economico significativo, che si somma ai costi delle cure, dei viaggi verso centri specialistici e degli eventuali dispositivi medici.
Le malattie rare diventano così una questione di welfare, tutele sociali e politiche sanitarie adeguate, temi strettamente collegati anche alla
Giornata Mondiale della Giustizia Sociale
, che invita a riflettere sull’equità nell’accesso ai diritti fondamentali.
Supporto psicologico e isolamento
Un aspetto spesso sottovalutato è quello emotivo. Sentirsi “rari” può significare sentirsi soli. In molti casi non esiste una rete di persone con la stessa patologia nel proprio territorio.
L’isolamento sociale è un rischio concreto. Per questo le associazioni di pazienti svolgono un ruolo fondamentale: creano comunità, condividono informazioni e offrono supporto psicologico.
Ricerca scientifica: progressi e sfide
Negli ultimi anni la ricerca genetica ha compiuto passi importanti. Le terapie geniche, la medicina personalizzata e le nuove tecnologie di sequenziamento stanno aprendo prospettive che fino a poco tempo fa sembravano impossibili.
Il valore della ricerca è centrale anche in altre ricorrenze di febbraio, come la
Giornata Mondiale contro il Cancro infantile
, che richiama l’attenzione sull’importanza degli investimenti scientifici.
Alcune patologie, un tempo considerate senza trattamento, oggi hanno approcci terapeutici mirati. Tuttavia molte malattie rare non dispongono ancora di una cura specifica.
La ricerca è complessa e costosa e, proprio perché i pazienti sono pochi, non sempre rappresenta un interesse economico immediato per l’industria farmaceutica.
È qui che diventano fondamentali il sostegno pubblico, la cooperazione internazionale e l’investimento nella ricerca scientifica, tema valorizzato anche nella
Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza
, dedicata al ruolo cruciale della ricerca per il futuro della società.
Parlare di malattie rare significa quindi parlare di diritti, inclusione, ricerca e dignità.
È una sfida che riguarda l’intera società.
Una comunità si misura anche dalla capacità di prendersi cura delle proprie fragilità.
FAQ – Domande frequenti sulle malattie rare
Quando si celebra la Giornata Mondiale delle Malattie Rare?
Il 29 febbraio negli anni bisestili. Negli altri anni viene celebrata il 28 febbraio.
Quante sono le malattie rare?
Si stima che siano tra le 6.000 e le 7.000 patologie diverse.
Le malattie rare colpiscono solo i bambini?
Molte si manifestano in età pediatrica, ma possono riguardare anche adulti.