Nel 2026, il 25 aprile, si celebra la Giornata Mondiale contro la Malaria: una ricorrenza che non è una semplice formalità sul calendario, ma un appuntamento con numeri enormi e sfide ancora aperte. Nel 2024 nel mondo si sono registrati circa 282 milioni di casi e oltre 610.000 decessi, la maggior parte dei quali bambini sotto i cinque anni. Una malattia prevenibile, diagnosticabile, curabile. Eppure ancora mortale, per colpa di disuguaglianze profonde nell'accesso alle cure.
Cos'è la Giornata Mondiale contro la Malaria e quando è nata
La Giornata Mondiale contro la Malaria è stata istituita nel 2007 dagli Stati membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) durante l'Assemblea Mondiale della Sanità. La data scelta, il 25 aprile, non è casuale: coincide con la Giornata Africana contro la Malaria, celebrata dal 2001 in Africa in seguito alla Dichiarazione di Abuja, con cui i leader africani si impegnavano a dimezzare i decessi legati alla malattia entro il 2010.
Trasformare una ricorrenza regionale in una giornata mondiale significava riconoscere che la malaria non è solo un problema africano, ma una responsabilità collettiva dell'intera comunità internazionale. Il tema della Giornata Mondiale della Malaria 2026 è "Uniti contro la malaria", un invito a rafforzare la cooperazione globale in un momento in cui i progressi raggiunti negli ultimi vent'anni rischiano di essere vanificati da tagli ai finanziamenti e crisi umanitarie.
Cos'è la malaria: la malattia che viene da lontano
La malaria è una malattia infettiva causata da parassiti del genere Plasmodium, trasmessi all'essere umano attraverso la puntura della zanzara femmina del genere Anopheles. Il termine stesso viene dall'italiano antico: "mala aria", la convinzione storica che la malattia fosse causata dall'aria malsana delle paludi. Una credenza sbagliata, ma che racconta bene quanto fosse diffusa e temuta.
Una volta nel corpo umano, il parassita si sviluppa prima nel fegato, poi nei globuli rossi, causando cicli di febbre alta, brividi, sudorazione intensa, mal di testa e dolori muscolari. Nei casi gravi può portare ad anemia severa, coinvolgimento del sistema nervoso centrale (malaria cerebrale) e morte. I bambini piccoli e le donne in gravidanza sono le categorie più vulnerabili.
Esistono cinque specie di Plasmodium che infettano l'uomo, ma le più pericolose sono P. falciparum, responsabile della maggioranza dei decessi, soprattutto in Africa, e P. vivax, più diffusa in Asia e America Latina. La malaria è endemica in circa 80 paesi nel mondo, concentrati nelle regioni tropicali e subtropicali.
I dati aggiornati: progressi reali, pericoli concreti
La storia della lotta alla malaria degli ultimi venticinque anni è una storia di progressi straordinari che non possono essere dati per scontati. Dal 2000 ad oggi sono stati evitati 2,3 miliardi di casi e 14 milioni di decessi. Il numero di paesi in cui la malaria è endemica è sceso da 108 a 80. Nel 2024 sono stati certificati come liberi dalla malaria Capo Verde ed Egitto, seguiti nel 2025 da Georgia, Suriname e Timor Est.
Eppure il quadro del 2024 mostra anche segnali preoccupanti. I casi globali sono aumentati di 9 milioni rispetto all'anno precedente, e i decessi hanno raggiunto quota 610.000. Il 95% dei decessi si concentra nella regione africana dell'OMS, e i bambini sotto i cinque anni rappresentano quasi tre quarti delle vittime. Tre paesi - Etiopia, Madagascar e Yemen - hanno da soli contribuito al 58% dell'aumento stimato dei casi tra il 2023 e il 2024.
A rendere il quadro più complesso ci sono le resistenze biologiche: i parassiti con delezioni del gene pfhrp2 riducono l'affidabilità dei test diagnostici rapidi, mentre la resistenza ai piretroidi (i principi attivi delle zanzariere) è stata confermata in 48 paesi. L'OMS segnala anche un deficit di finanziamento enorme: nel 2024 sono stati investiti 3,9 miliardi di dollari nella lotta alla malaria, meno della metà dell'obiettivo di 9,3 miliardi previsto per il 2025.
2001 — La Dichiarazione di Abuja
I leader africani si impegnano formalmente a ridurre i decessi per malaria, dando vita alla prima Giornata Africana contro la Malaria
2007 — Nasce la Giornata Mondiale
L'OMS istituisce la Giornata Mondiale contro la Malaria, fissata ogni anno al 25 aprile, estendendo la ricorrenza a livello globale
2015 — La strategia globale
L'OMS adotta la Global Technical Strategy for Malaria 2016-2030: obiettivo ridurre del 90% casi e decessi entro il 2030
2021 — Il primo vaccino
L'OMS raccomanda RTS,S/AS01 (Mosquirix), il primo vaccino antimalarico della storia, per i bambini in Africa sub-sahariana
2023 — Un secondo vaccino
Prequalificato R21/Matrix-M, sviluppato dall'Università di Oxford, che amplia la disponibilità globale degli strumenti di prevenzione
2024 — Progressi e nuove sfide
282 milioni di casi e 610.000 decessi nel mondo. 25 paesi implementano programmi di vaccinazione per 10 milioni di bambini l'anno
Il vaccino contro la malaria: una svolta storica
Per decenni la malaria è rimasta senza un vaccino. Nel 2021 l'OMS ha raccomandato l'uso di RTS,S/AS01, conosciuto con il nome commerciale Mosquirix e sviluppato da GlaxoSmithKline, rendendolo il primo vaccino antimalarico approvato per uso routinario. I dati del progetto pilota condotto in Ghana, Kenya e Malawi - dove sono stati vaccinati quasi 2 milioni di bambini - hanno mostrato una riduzione del 13% della mortalità e del 22% dei casi di malaria grave nei bambini idonei alla vaccinazione.
Nel 2023 l'OMS ha prequalificato un secondo vaccino, R21/Matrix-M, sviluppato dall'Università di Oxford in collaborazione con il Serum Institute of India. L'arrivo di un secondo produttore è fondamentale per ampliare la disponibilità e ridurre i costi. Oggi 25 paesi stanno già implementando programmi di vaccinazione contro la malaria, con l'obiettivo di proteggere 10 milioni di bambini l'anno.
La svolta dei vaccini si affianca ad altri strumenti già consolidati: le zanzariere trattate con insetticidi (nel 2024 l'84% di quelle distribuite era di nuova generazione, con doppio principio attivo), la chemioprofilassi stagionale nei bambini e la gestione integrata dei vettori. Per approfondire il tema della salute globale promossa dall'OMS, puoi leggere anche il nostro articolo sulla Giornata Mondiale della Salute del 7 aprile.
La malaria e l'Italia: una storia di eradicazione e casi importati
Per molti italiani la malaria sembra una malattia lontana, appartenente a un altro mondo. Eppure l'Italia ha una storia profonda con questa malattia: le paludi pontine, la Sardegna, le pianure del Po erano zone endemiche fino al dopoguerra. La campagna di eradicazione condotta negli anni '40 e '50, con la bonifica delle aree paludose e l'uso massiccio di DDT, ha reso l'Italia malaria-free entro la fine degli anni '60.
Oggi in Italia la malaria non circola più, ma i casi non sono zero. Ogni anno si registrano tra i 700 e gli 800 casi importati, contratti all'estero da viaggiatori, lavoratori o migranti provenienti da zone endemiche. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), nel periodo post-pandemico si è osservato un incremento dei casi importati accompagnato da un aumento del tasso di letalità, segnale che la diagnosi tempestiva rimane una criticità.
Chi si reca in zone a rischio deve considerare la chemioprofilassi antimalarica, da concordare con il medico in base alla destinazione, alla durata del viaggio e alle proprie condizioni di salute. Le misure di prevenzione fisica - repellenti, zanzariere, indumenti a maniche lunghe nelle ore serali - restano fondamentali.
Come si combatte la malaria: prevenzione, diagnosi e cura
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Zanzariere e repellenti. Le zanzariere trattate con insetticidi sono lo strumento di prevenzione più diffuso ed efficace nelle aree endemiche. Le nuove generazioni con doppio principio attivo hanno migliorato significativamente la protezione.
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Chemioprofilassi. Per chi viaggia in zone a rischio, l'assunzione preventiva di farmaci antimalarici riduce drasticamente il rischio di contrarre la malattia. Va prescritta dal medico in base alla destinazione.
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Diagnosi precoce e trattamento rapido. Nelle zone endemiche, i test diagnostici rapidi permettono di identificare l'infezione in pochi minuti. Trattare la malaria nelle prime ore riduce drasticamente il rischio di complicanze gravi.
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Vaccinazione. Il vaccino RTS,S e il più recente R21/Matrix-M stanno raggiungendo milioni di bambini in Africa. Non sostituiscono le altre misure, ma le potenziano in modo significativo.
Curiosità sulla malaria
- Il termine "malaria" deriva dall'italiano "mala aria": si credeva che la malattia fosse causata dall'aria malsana delle paludi
- La zanzara Anopheles punge prevalentemente di notte, tra il tramonto e l'alba, rendendo la protezione notturna fondamentale
- La malaria ha influenzato la storia: si ritiene che abbia contribuito alla caduta dell'Impero Romano, decimando le popolazioni delle pianure paludose
- Il chinino, estratto dalla corteccia dell'albero di china sudamericano, è stato il primo trattamento efficace contro la malaria e viene usato, in forme modernizzate, ancora oggi
- L'Europa è ufficialmente considerata malaria-free dall'OMS dal 2015
- La ricercatrice cinese Tu Youyou ha vinto il Premio Nobel per la Medicina nel 2015 per aver scoperto l'artemisinina, il principale principio attivo degli attuali farmaci antimalarici
Le frasi più significative sulla lotta alla malaria nel 2026
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"La malaria è prevenibile, diagnosticabile e curabile. Non esiste alcuna ragione biologica per cui debba ancora uccidere 610.000 persone all'anno."
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"Ogni bambino che muore di malaria muore di povertà e di diseguaglianza, non di una malattia incurabile."
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"Il vaccino contro la malaria è la dimostrazione che la scienza, quando finanziata e distribuita con equità, può cambiare il corso di una malattia."
Domande frequenti sulla Giornata Mondiale contro la Malaria
Quando si celebra la Giornata Mondiale contro la Malaria nel 2026?
Nel 2026 la Giornata Mondiale contro la Malaria si celebra il 25 aprile, come ogni anno. La data cade di sabato e il tema della campagna OMS è "Uniti contro la malaria".
Quando è stata istituita la Giornata Mondiale contro la Malaria?
È stata istituita nel 2007 dagli Stati membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, durante l'Assemblea Mondiale della Sanità. Trae origine dalla Giornata Africana contro la Malaria, celebrata dal 2001 in seguito alla Dichiarazione di Abuja.
Quante persone muoiono di malaria ogni anno?
Secondo i dati OMS più recenti, nel 2024 si sono registrati circa 610.000 decessi per malaria nel mondo, la maggior parte dei quali sono bambini sotto i cinque anni in Africa sub-sahariana.
Esiste un vaccino contro la malaria?
Sì. Dal 2021 l'OMS raccomanda il vaccino RTS,S/AS01 (Mosquirix) per i bambini in Africa sub-sahariana. Nel 2023 è stato prequalificato anche il vaccino R21/Matrix-M sviluppato dall'Università di Oxford. Entrambi sono già in uso in diversi paesi africani.
La malaria esiste ancora in Italia?
In Italia la malaria è stata eradicata negli anni '60. Tuttavia si registrano ogni anno tra i 700 e gli 800 casi importati, contratti all'estero da viaggiatori o persone provenienti da paesi endemici. Chi viaggia in zone a rischio deve consultare il medico per la chemioprofilassi.
Come si previene la malaria?
Le principali misure di prevenzione sono: uso di zanzariere trattate con insetticidi, applicazione di repellenti, indumenti protettivi nelle ore serali, chemioprofilassi antimalarica per i viaggiatori (da prescrivere su indicazione medica) e, nelle aree endemiche, vaccinazione nei bambini.