Quando si celebra la Giornata Mondiale del Cioccolato e perché esiste
La Giornata Mondiale del Cioccolato si celebra ogni anno il 7 luglio ed esiste per ricordare l’arrivo del cioccolato in Europa e celebrare uno degli alimenti più amati e diffusi al mondo.
Questa ricorrenza nasce dall’idea che il cioccolato non sia soltanto un dolce, ma un prodotto che ha accompagnato l’evoluzione delle società nel corso dei secoli. Dal momento in cui il cacao ha lasciato il Nuovo Mondo per arrivare in Europa, il suo destino è cambiato radicalmente: da bevanda rituale e amara è diventato un simbolo di piacere, convivialità e quotidianità.
Oggi il 7 luglio è l’occasione per fermarsi un attimo e riconoscere quanto il cioccolato faccia parte delle nostre abitudini. È presente nelle merende dei bambini, nei momenti di pausa degli adulti, nei regali e nelle feste. Celebrarlo significa dare valore a un alimento che, senza grandi pretese, è riuscito a entrare nella vita di tutti.
Certo i nostri figli forse non sono proprio d’accordo con quest’ultima affermazione 🤣
Le date più importanti nella storia del cioccolato
La storia del cioccolato è lunga secoli e si snoda attraverso eventi chiave che ne hanno trasformato il ruolo, il significato e il modo di consumarlo, fino ad arrivare al prodotto che conosciamo oggi.
Dalle civiltà precolombiane all’arrivo in Europa, passando per le innovazioni che hanno reso possibile il cioccolato moderno, alcune date segnano veri e propri punti di svolta. Ripercorrerle aiuta a capire perché il 7 luglio sia diventato simbolicamente la giornata dedicata al cioccolato e quanto questo alimento abbia saputo adattarsi ai cambiamenti culturali e sociali nel tempo.
Prima del 1500 – Il cacao nelle civiltà precolombiane
Maya e Aztechi consumano il cacao come bevanda rituale amara, considerata sacra e preziosa.
1502 – Il cacao incontra l’Europa
Cristoforo Colombo entra in contatto con le fave di cacao durante uno dei suoi viaggi.
1550 – Arrivo ufficiale del cioccolato in Europa
Il cacao viene introdotto in Spagna e inizia lentamente a diffondersi nelle corti europee.
Seicento – Il cioccolato diventa un lusso
Consumarlo è un privilegio delle classi nobili, soprattutto sotto forma di bevanda calda.
1700–1800 – Zucchero e latte cambiano tutto
Il cacao viene addolcito e adattato ai gusti europei, diventando sempre più popolare.
1828 – Nasce il cioccolato moderno
Viene inventata la pressa per il cacao, che permette la produzione delle prime tavolette.
Fine Ottocento – Diffusione industriale
Il cioccolato diventa accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Oggi – Il cioccolato nella vita quotidiana
Da alimento rituale a simbolo di piacere, condivisione e tradizione familiare.
Qual è l’origine del cioccolato
Il cioccolato nasce in America Centrale, dove il cacao veniva coltivato e utilizzato già migliaia di anni fa dalle civiltà precolombiane, molto prima che arrivasse in Europa e diventasse parte della nostra quotidianità.
Per i popoli Maya e Aztechi il cacao non era un semplice alimento, ma qualcosa di profondamente legato alla spiritualità e al potere. I semi venivano trasformati in una bevanda amara e speziata, spesso mescolata con peperoncino, che oggi probabilmente farebbe storcere il naso a molti di noi, abituati al cioccolato dolce e cremoso. Eppure, per quelle civiltà, quella bevanda rappresentava un momento solenne, da consumare solo in occasioni speciali.
Il cacao non era nemmeno alla portata di tutti. Le fave avevano un valore così alto da essere utilizzate come moneta di scambio: con il cacao si pagavano beni e tributi, si misurava la ricchezza e si stabilivano rapporti di potere. Pensare che qualcosa che oggi troviamo facilmente sugli scaffali del supermercato fosse, in passato, una forma di denaro fa sempre un certo effetto e aiuta a capire quanto fosse considerato prezioso.
Se ci fermiamo a riflettere su questo percorso, è curioso notare come il cioccolato abbia mantenuto, in fondo, una sorta di aura speciale. Anche se oggi lo consumiamo con naturalezza, spesso in modo distratto, sapere da dove viene e quale valore aveva un tempo cambia il modo in cui lo guardiamo. Non smettiamo certo di mangiarlo con piacere, ma forse lo apprezziamo un po’ di più, proprio perché dietro una semplice tavoletta c’è una storia così lunga e lontana.
Perché il cioccolato piace così tanto a grandi e bambini
Il cioccolato piace così tanto a grandi e bambini perché stimola il piacere, richiama ricordi positivi ed è associato fin dall’infanzia a momenti di gratificazione, festa e conforto.
Dal punto di vista sensoriale, il cioccolato è una piccola bomba di soddisfazione: è dolce, cremoso, si scioglie lentamente in bocca e regala una sensazione immediata di benessere. Ma il suo successo non si spiega solo con il gusto. Il cioccolato è uno di quei cibi che impariamo ad amare molto presto, spesso legato a momenti felici: una merenda speciale, un premio, una festa di compleanno, una coccola dopo una giornata storta.
Nei bambini questo meccanismo è ancora più evidente. Il cioccolato diventa rapidamente un riferimento emotivo, qualcosa che va oltre il semplice mangiare. È attesa, desiderio, entusiasmo. E da adulti, anche se magari facciamo più attenzione a cosa mangiamo, quel legame resta. Cambiano le quantità, cambiano le scelte, ma il significato rimane sorprendentemente simile.
Qui entra in gioco anche l’esperienza personale. Nel mio caso, ad esempio, basta pronunciare la parola “cioccolato” perché l’attenzione dei miei figli si accenda all’istante. Non importa la forma o il momento: che sia una tavoletta, una crema o un dolce fatto in casa, il cioccolato ha per loro un potere quasi magico. Ed è impossibile non riconoscere che, in fondo, quel sorriso entusiasta è lo stesso che avevamo noi da bambini.
Forse è proprio questo il segreto del cioccolato: cresce con noi. Ci accompagna dall’infanzia all’età adulta senza perdere il suo significato, adattandosi ai gusti, alle abitudini e ai momenti della vita. E anche quando lo mangiamo distrattamente, resta sempre qualcosa di più di un semplice dolce.
Quanti tipi di cioccolato esistono oggi
Oggi esistono diversi tipi di cioccolato, che si distinguono principalmente per composizione, percentuale di cacao e metodo di lavorazione, e conoscere queste differenze aiuta a scegliere quello più adatto ai propri gusti e alle proprie abitudini.
Quando parliamo di cioccolato tendiamo spesso a usare una parola sola per indicare prodotti molto diversi tra loro. In realtà, dietro una tavoletta possono esserci ingredienti, lavorazioni e qualità completamente differenti, con un impatto evidente sia sul gusto sia sull’esperienza complessiva.
Il cioccolato fondente è quello con la percentuale più alta di cacao e il minor contenuto di zuccheri. Il suo sapore è più intenso, a volte amarognolo, e varia molto in base alla percentuale indicata sull’etichetta. Un fondente al 70% è molto diverso da uno all’85%, non solo per gusto ma anche per consistenza e persistenza aromatica. È spesso la scelta di chi cerca un’esperienza più “adulta” e meno dolce.
Il cioccolato al latte è probabilmente il più diffuso, soprattutto tra i bambini. Contiene cacao, zucchero e latte, ed è più morbido e rotondo al palato. È il tipo di cioccolato che molti di noi associano all’infanzia, alle merende e ai primi ricordi legati a questo alimento. Proprio per questo resta uno dei più amati, anche da adulti.
Il cioccolato bianco, invece, non contiene massa di cacao ma solo burro di cacao, zucchero e latte. Tecnicamente è diverso dagli altri, ma continua a essere considerato “cioccolato” per consistenza e utilizzo. Ha un sapore molto dolce e viene spesso scelto per dolci, decorazioni o da chi preferisce gusti meno intensi.
Oltre a queste categorie principali, esistono poi infinite varianti: cioccolato aromatizzato, ripieno, artigianale, monorigine, con diverse percentuali di cacao e provenienze differenti. Ed è proprio qui che il cioccolato smette di essere un prodotto standard e diventa qualcosa da esplorare, assaggiare e confrontare, un po’ come accade con il vino o il caffè.
Il cioccolato fa bene o fa male
Il cioccolato può fare bene o male a seconda del tipo scelto e delle quantità consumate: non è il problema in sé, lo diventa quando si esagera o si sceglie senza attenzione.
Il punto chiave è distinguere. Il cioccolato fondente, soprattutto con una percentuale di cacao elevata, contiene antiossidanti naturali e sostanze che possono contribuire al buon umore. Non è un superfood miracoloso, ma nemmeno un nemico da evitare a priori. Inserito in una dieta equilibrata, può tranquillamente farne parte senza sensi di colpa.
Diverso è il discorso per i cioccolati molto zuccherati, ricchi di grassi aggiunti e consumati in grandi quantità. In quel caso il piacere resta, ma il beneficio diminuisce. Ed è qui che entra in gioco il buon senso: il cioccolato funziona meglio quando resta un piacere consapevole, non un’abitudine automatica.
Se ci pensiamo, è anche questo uno dei motivi per cui il cioccolato piace tanto: non deve essere “giustificato”. Basta imparare a scegliere quello giusto e a goderselo nel modo giusto, senza trasformarlo né in un premio eccessivo né in un tabù.
Come celebrare la Giornata Mondiale del Cioccolato
La Giornata Mondiale del Cioccolato si può celebrare in modo semplice, trasformando un gesto quotidiano in un piccolo momento speciale.
Non servono grandi eventi o iniziative elaborate. Spesso basta rallentare e dare più attenzione a qualcosa che facciamo già. Preparare un dolce al cioccolato in casa, ad esempio, è uno dei modi più immediati per festeggiare, soprattutto se ci sono bambini: il risultato conta meno del tempo passato insieme, tra cucchiai sporchi e assaggi “di controllo”.
Un’altra idea è approfittare del 7 luglio per provare un tipo di cioccolato diverso dal solito: una percentuale di cacao più alta, un prodotto artigianale, una tavoletta che normalmente non avremmo scelto. Anche una semplice degustazione fatta con calma, senza distrazioni, può diventare un modo diverso di vivere il cioccolato.
E poi c’è il lato più semplice di tutti: condividere. Regalare una tavoletta, offrirne un pezzo, mangiarla insieme. In fondo il cioccolato nasce e continua a vivere come alimento di condivisione, ed è forse proprio questo il modo più autentico per celebrarlo.