Ogni lingua è un mondo. Dentro ci sono storie, tradizioni, modi di dire intraducibili, ricette, canzoni e persino un modo unico di guardare la realtà. Il 21 febbraio celebriamo la Giornata Internazionale della Lingua Madre, un’occasione preziosa per riflettere sull’importanza del multilinguismo e della diversità linguistica.
Istituita dall’UNESCO nel 1999, questa giornata vuole ricordarci che le lingue non sono solo strumenti di comunicazione, ma veri e propri patrimoni culturali da proteggere.
Perché è così importante la lingua madre?
La lingua madre è la prima lingua che impariamo: quella che ascoltiamo fin da piccoli in famiglia, che usiamo senza pensarci e che diventa il linguaggio naturale delle emozioni, dei ricordi d’infanzia e delle prime filastrocche. Non è solo uno strumento di comunicazione, ma una parte profonda della nostra identità.
Secondo l’UNESCO, nel mondo si parlano circa 7.000 lingue (dato confermato anche dal database internazionale Ethnologue), ma molte rischiano di scomparire entro la fine del secolo. Quando una lingua si estingue, non perdiamo soltanto parole: perdiamo una visione del mondo, un patrimonio culturale, un modo unico di interpretare la realtà.
Lingua e identità
La lingua madre svolge un ruolo fondamentale perché:
- rafforza il senso di appartenenza a una comunità e alle proprie radici;
- custodisce tradizioni e saperi antichi tramandati di generazione in generazione;
- favorisce lo sviluppo cognitivo nei bambini, soprattutto nei primi anni di vita;
- promuove inclusione e dialogo interculturale in una società sempre più globale, in linea con i principi della
Giornata mondiale della giustizia sociale.
Numerosi studi dimostrano che l’educazione bilingue migliora le capacità di problem solving e la flessibilità mentale, favorendo anche un accesso più inclusivo alla conoscenza e all’istruzione, tema centrale della
Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Insomma, parlare più lingue non è solo utile: è un vero e proprio superpotere.
Le origini della Giornata Internazionale della Lingua Madre
1952 - La protesta di Dhaka
Il 21 febbraio alcuni studenti dell’Università di Dhaka vengono uccisi durante una manifestazione per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale. L’evento diventa un simbolo globale della difesa dell’identità linguistica.
Anni successivi - Il valore simbolico
Il 21 febbraio viene progressivamente riconosciuto come giornata di memoria in Bangladesh, diventando un punto di riferimento per la tutela delle lingue e delle culture.
1999 - Proclamazione ufficiale
L’UNESCO proclama il 21 febbraio Giornata Internazionale della Lingua Madre, per promuovere il multilinguismo e la diversità culturale nel mondo.
2000 - Prima celebrazione globale
La ricorrenza viene celebrata per la prima volta a livello internazionale, coinvolgendo scuole, istituzioni e comunità linguistiche di tutto il mondo.
Le lingue a rischio: un patrimonio fragile
Molte lingue minoritarie oggi sono parlate da poche centinaia - e in alcuni casi da poche decine - di persone, spesso anziane. Questo significa che, senza un passaggio generazionale, nel giro di pochi anni possono scomparire per sempre. Globalizzazione, urbanizzazione, migrazioni e predominio delle lingue più diffuse nei media, nella scuola e nel lavoro – come nel caso della
radio – stanno mettendo a dura prova questa straordinaria ricchezza culturale. Parlare una lingua “globale” è spesso percepito come una necessità economica, ma il prezzo può essere altissimo: l’abbandono delle lingue locali.
Le lingue a rischio non si trovano solo in luoghi remoti o lontani. Le incontriamo:
- tra le popolazioni indigene dell’Amazzonia, dove interi universi culturali sopravvivono attraverso tradizioni orali;
- in diverse aree dell’Africa subsahariana, uno dei territori linguisticamente più ricchi del pianeta;
- nelle comunità native del Nord America, dove molte lingue sono oggi oggetto di programmi di recupero;
- persino in Europa, con dialetti e lingue regionali sempre meno trasmesse alle nuove generazioni.
Quando una lingua si estingue, non perdiamo soltanto vocaboli: perdiamo miti, canti, modi di dire, conoscenze ambientali tramandate per secoli, pratiche di medicina tradizionale, sistemi di classificazione della natura e una memoria collettiva che nessun archivio potrà mai restituire completamente. Ogni lingua contiene una visione unica del mondo, un modo diverso di nominare la realtà e di interpretarla. Salvare una lingua significa quindi proteggere un patrimonio immateriale che appartiene non solo a una comunità, ma all’intera umanità.
Come celebrare la Giornata della Lingua Madre
Non serve essere linguisti per partecipare! Anche piccoli gesti possono fare la differenza. Ecco alcune idee semplici ma significative per celebrare la Giornata Internazionale della Lingua Madre.
📚
Leggi un libro in un’altra lingua
Scegli un romanzo, una raccolta di fiabe o anche un libro illustrato in una lingua diversa dalla tua: è un modo concreto per aprire la mente e scoprire nuove espressioni culturali.
🎵
Ascolta musica dal mondo
Le canzoni sono uno dei modi più immediati per entrare in contatto con una lingua: prova a seguire il testo e scoprirne il significato.
👵
Recupera parole di famiglia
Chiedi ai nonni o ai parenti più anziani di insegnarti parole dialettali o modi di dire ormai poco usati: è un modo bellissimo per custodire la memoria.
🗣️
Impara qualche frase nuova
Anche poche parole in una lingua minoritaria possono essere un segno di rispetto e curiosità verso altre culture.
🎒
Sostieni l’educazione bilingue
Promuovere il multilinguismo nelle scuole aiuta i bambini a sviluppare competenze cognitive e apertura mentale.
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Domande frequenti sulla Giornata Internazionale della Lingua Madre
Quando si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre?
Si celebra ogni anno il 21 febbraio, per promuovere la diversità linguistica e culturale.
Chi ha istituito questa giornata?
Nel 1999 l’UNESCO ha proclamato ufficialmente questa giornata, poi riconosciuta anche dalle Nazioni Unite.
Perché è importante proteggere le lingue minoritarie?
Perché ogni lingua custodisce tradizioni, conoscenze e identità culturali uniche che rischiano di scomparire.