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Giornata Mondiale delle Tartarughe 2026: storia, curiosità e come proteggerle
 
23 maggio
 

Giornata Mondiale delle Tartarughe: tutto quello che non sai su questi antichi sopravvissuti

Pubblicato da: Guido
Data pubblicazione: mercoledì 20 maggio 2026
Data ultima modifica: giovedì 21 maggio 2026
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Il 23 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Tartarughe, una ricorrenza nata per sensibilizzare sulla protezione di questi straordinari rettili che popolano il nostro pianeta da oltre 200 milioni di anni. Dalla Caretta caretta che nidifica sulle coste italiane alle tartarughe di terra minacciate dal traffico illegale, scopriamo perché meritano tutta la nostra attenzione.
Giornata Mondiale delle Tartarughe: tutto quello che non sai su questi antichi sopravvissuti

C'è qualcosa di profondamente affascinante in un animale che ha attraversato l'era dei dinosauri, visto scomparire intere civiltà e continua a nuotare negli stessi oceani, a camminare sugli stessi terreni, a deporre le uova sulle stesse spiagge. Le tartarughe sono tra le creature più antiche e misteriose del pianeta, eppure oggi molte specie rischiano l'estinzione per colpa di attività umane. Nel 2026, la Giornata Mondiale delle Tartarughe cade il 23 maggio e rappresenta un'occasione preziosa per fermarsi a riflettere su questi straordinari rettili e su quanto sia urgente tutelarli.

Una giornata per i più antichi abitanti della Terra

Le tartarughe non hanno bisogno di presentazioni, eppure spesso le conosciamo meno di quanto pensiamo. Sono presenti su ogni continente eccetto l'Antartide, abitano ambienti tra i più diversi - dal fondo degli oceani ai deserti più aridi - e alcune specie possono vivere oltre 150 anni. Eppure, nonostante questa straordinaria resilienza biologica, decine di specie sono oggi classificate come vulnerabili, in pericolo o criticamente in pericolo secondo la Lista Rossa della IUCN.

La Giornata Mondiale delle Tartarughe nasce proprio per accendere un riflettore su questa contraddizione: animali che hanno resistito a cinque estinzioni di massa, messi in ginocchio in pochi decenni dall'uomo. Celebrarla non significa solo condividere foto tenere sui social, ma informarsi, diffondere consapevolezza e, dove possibile, agire concretamente.

Chi ha inventato la Giornata Mondiale delle Tartarughe?

A differenza di molte giornate mondiali promosse direttamente dall'ONU, questa ricorrenza ha un'origine diversa e per certi versi ancora più interessante. La Giornata Mondiale delle Tartarughe è stata istituita nel 2000 da American Tortoise Rescue, un'organizzazione no-profit californiana fondata nel 1990 da Susan Tellem e Marshall Thompson, da sempre impegnata nel salvataggio e nella tutela di tartarughe di ogni specie.

L'idea era semplice ma potente: dedicare un giorno all'anno - il 23 maggio - per richiamare l'attenzione pubblica sui pericoli che minacciano questi animali e incoraggiare comportamenti rispettosi nei loro confronti. Nel corso degli anni la giornata è cresciuta fino a diventare un appuntamento riconosciuto a livello globale, con eventi, campagne di sensibilizzazione e iniziative che coinvolgono associazioni, scuole, parchi naturali e appassionati in tutto il mondo. 

La storia delle tartarughe: 200 milioni di anni di resistenza

Per capire davvero cosa stiamo rischiando di perdere, vale la pena fare un passo indietro - anzi, diversi passi, nel tempo.

Circa 220 milioni di anni fa - Le prime tartarughe fanno la loro comparsa

I primi antenati delle tartarughe compaiono nel periodo Triassico, convivendo con i dinosauri. Il Proganochelys quenstedti, uno dei più antichi esemplari conosciuti, aveva già un guscio ben sviluppato ma non poteva ancora ritirare la testa al suo interno.

65 milioni di anni fa - Le tartarughe sopravvivono alla grande estinzione

Mentre i dinosauri scompaiono a seguito dell'impatto dell'asteroide di Chicxulub, le tartarughe riescono a sopravvivere. La loro capacità di rallentare il metabolismo e resistere a condizioni estreme si rivela un vantaggio evolutivo decisivo.

Seicento anni fa - Le prime testimonianze della longevità estrema

Documenti storici e testimonianze cominciano a registrare la straordinaria longevità di alcune specie. Tartarughe giganti delle Galapagos e delle Seychelles vengono descritte come animali dal ciclo vitale lunghissimo, ben oltre quello umano.

1990 - Nasce American Tortoise Rescue, prima voce organizzata per la tutela

Susan Tellem e Marshall Thompson fondano a Malibu, in California, l'associazione American Tortoise Rescue, con l'obiettivo di salvare tartarughe abbandonate, ferire e sensibilizzare il pubblico sulla loro protezione.

2000 - Il 23 maggio diventa la Giornata Mondiale delle Tartarughe

American Tortoise Rescue lancia ufficialmente la World Turtle Day, fissandola al 23 maggio di ogni anno. La ricorrenza inizia a diffondersi rapidamente tra le associazioni ambientaliste di tutto il mondo.

Anni 2010 - La crisi delle tartarughe marine raggiunge il picco dell'attenzione mediatica

Grazie a documentari, campagne sui social media e iniziative come il divieto delle cannucce di plastica, l'attenzione sulle tartarughe marine raggiunge livelli senza precedenti. Le immagini di esemplari incastrati in reti o con plastica nello stomaco diventano simbolo della crisi ambientale globale.

Le tartarughe marine: la Caretta caretta in Italia

Quando si parla di tartarughe in Italia, il primo nome che viene in mente è quello della Caretta caretta, la tartaruga marina comune. È la specie più diffusa nel Mediterraneo e le sue nidificazioni sulle coste italiane rappresentano ogni anno un evento straordinario, capace di richiamare l'attenzione di ricercatori, volontari e appassionati.

La Caretta caretta è classificata come "vulnerabile" dalla IUCN. Può raggiungere il metro di lunghezza e pesare fino a 120 chili. Ha un ciclo vitale lunghissimo - matura sessualmente tra i 20 e i 30 anni - e le femmine tornano a nidificare sulla stessa spiaggia in cui sono nate, percorrendo a volte migliaia di chilometri. Una fedeltà al luogo d'origine che è insieme meravigliosa e pericolosa, perché se quella spiaggia nel frattempo è stata urbanizzata, illuminata artificialmente o frequentata dai turisti, la nidificazione diventa difficile o impossibile.

Le regioni italiane più interessate dalle nidificazioni sono Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania. Ogni estate, associazioni come Legambiente e il progetto Caretta Calabria Conservation monitorano i nidi, proteggono le uova e accompagnano le piccole tartarughe verso il mare. Secondo i dati raccolti da Legambiente, il numero di nidificazioni in Italia è in crescita negli ultimi anni, un segnale incoraggiante ma che non deve far abbassare la guardia.

Uno dei nemici più subdoli della Caretta caretta nel Mediterraneo è l'inquinamento da plastica. Le tartarughe marine scambiano le buste di plastica per meduse - di cui sono ghiotte - e le ingeriscono, con conseguenze spesso fatali. I centri di recupero per tartarughe marine, presenti in molte regioni costiere italiane, ogni anno accolgono decine di esemplari feriti, aggrovigliati in reti da pesca o colpiti da imbarcazioni.

Quante specie esistono e quante sono a rischio?

Nel mondo esistono circa 360 specie di tartarughe, suddivise in tartarughe marine, tartarughe d'acqua dolce e tartarughe terrestri. Le tartarughe marine sono rappresentate da 7 specie, tutte minacciate: la Caretta caretta, la tartaruga verde (Chelonia mydas), la liuto (Dermochelys coriacea, la più grande in assoluto), la hawksbill (Eretmochelys imbricata), la ridley del Pacifico, la ridley dell'Atlantico e la tartaruga piatta australiana.

Tra le tartarughe terrestri, alcune delle più iconiche sono le giganti delle Galapagos (Chelonoidis nigra) e le tartarughe di Aldabra, entrambe a rischio per la perdita di habitat e la predazione dei loro nidi da parte di specie invasive. Secondo WWF, oltre il 60% delle specie di tartarughe è minacciato in vario grado, una crisi che si intreccia direttamente con quella della Giornata Internazionale per la Biodiversità del 22 maggio. Un dato che fa riflettere, soprattutto se si considera che questo gruppo di animali ha attraversato indenne mezzo miliardo di anni di storia della Terra.

Le minacce: dal traffico illegale ai cambiamenti climatici

Le tartarughe affrontano oggi una serie di minacce che si sovrappongono e si amplificano a vicenda. Conoscerle è il primo passo per combatterle.

Traffico illegale. Le tartarughe sono tra gli animali più trafficati al mondo. Vengono catturate per la carne, per le uova considerate una prelibatezza in alcune culture, per il carapace usato nella fabbricazione di oggetti decorativi, e come animali da compagnia. Il CITES - la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate - tutela la maggior parte delle specie di tartarughe, ma il mercato illegale continua a fiorire, soprattutto in Asia. Un fenomeno che riguarda molte specie selvatiche e che viene affrontato ogni anno in occasione della Giornata Mondiale della Fauna Selvatica del 3 marzo.

Perdita di habitat. L'urbanizzazione delle coste, la distruzione delle zone umide e la deforestazione eliminano gli ambienti in cui le tartarughe si riproducono e si nutrono. Le spiagge illuminate artificialmente disorientano le femmine in cerca di un posto per nidificare e i piccoli appena schiusi, che invece di dirigersi verso il mare vengono attirati verso l'interno.

Pesca accidentale. Le reti da pesca e i palangari catturano ogni anno decine di migliaia di tartarughe marine come cattura accessoria non voluta. Molte muoiono annegate prima di essere liberate.

Cambiamenti climatici. L'innalzamento delle temperature ha un effetto diretto sulle tartarughe, perché il sesso dei cuccioli dipende dalla temperatura di incubazione delle uova. Temperature troppo alte producono quasi esclusivamente femmine, squilibrando progressivamente le popolazioni. L'innalzamento del livello del mare, poi, minaccia le spiagge di nidificazione.

Inquinamento da plastica. Come già accennato, la plastica in mare è una delle minacce più gravi non solo per le tartarughe ma per l'intero ecosistema marino: un tema centrale anche nella Giornata Mondiale degli Oceani dell'8 giugno. La plastica in mare è uno dei pericoli più gravi per le tartarughe marine. Non riguarda solo l'ingestione diretta: anche il cosiddetto "ghost gear", cioè le attrezzature da pesca abbandonate, intrappola e uccide ogni anno migliaia di esemplari.

Come si celebra la Giornata Mondiale delle Tartarughe

La World Turtle Day viene celebrata ogni anno con iniziative molto diverse tra loro, accomunate dall'obiettivo di fare educazione ambientale e raccogliere fondi per la conservazione. Ecco alcune delle forme più diffuse:

Molte persone scelgono di partecipare o organizzare pulizie delle spiagge, un gesto concreto che riduce l'inquinamento da plastica e rende i litorali più sicuri per la nidificazione. Alcuni partecipano indossando costumi da tartaruga o organizzando flashmob colorati nelle piazze, per attirare l'attenzione del pubblico in modo giocoso.

Le scuole sono spesso protagoniste: insegnanti e associazioni organizzano laboratori didattici per bambini e ragazzi, con letture, disegni e piccoli progetti di adozione simbolica di tartarughe. I centri di recupero per fauna marina aprono le loro porte al pubblico con visite guidate, dando la possibilità di vedere da vicino gli esemplari in cura e capire il lavoro dei volontari.

Sui social media, ogni anno l'hashtag #WorldTurtleDay raccoglie milioni di post, foto e video da ogni angolo del pianeta. Un modo semplice ma efficace per amplificare il messaggio e raggiungere anche chi non avrebbe mai cercato informazioni sull'argomento.

Chi vuole fare qualcosa di più concreto può adottare simbolicamente una tartaruga attraverso le organizzazioni che si occupano della loro tutela, oppure donare a centri di recupero locali. In Italia, molte associazioni regionali accettano volontari durante la stagione di nidificazione, tra giugno e settembre. Chi è appassionato di tutela animale può trovare spunti anche nella Giornata Mondiale degli Animali del 4 ottobre, un'altra ricorrenza dedicata alla protezione delle specie con cui condividiamo il pianeta.

Le frasi più belle sulla Giornata Mondiale delle Tartarughe 2026

🐢

"La tartaruga vince la gara non perché è veloce, ma perché non si ferma mai."

🌊

"Le tartarughe marine hanno navigato gli oceani da prima che l'uomo esistesse. L'ultimo che possiamo fare è non ostacolarle." - Susan Tellem, fondatrice di American Tortoise Rescue

🌍

"Se vuoi andare lontano, porta il tuo rifugio con te. Le tartarughe lo sanno da duecento milioni di anni."

"Ogni piccola tartaruga che raggiunge il mare è una vittoria contro l'indifferenza."

🐚

"Le tartarughe non hanno fretta. Hanno solo bisogno di un pianeta su cui camminare."

Domande frequenti sulla Giornata Mondiale delle Tartarughe

Quando si celebra la Giornata Mondiale delle Tartarughe nel 2026?
La Giornata Mondiale delle Tartarughe nel 2026 si celebra il 23 maggio. La ricorrenza cade ogni anno in questa stessa data, fissa dal 2000, quando fu istituita da American Tortoise Rescue.
Chi ha istituito la Giornata Mondiale delle Tartarughe?
La giornata è stata istituita nel 2000 dall'organizzazione no-profit americana American Tortoise Rescue, fondata in California da Susan Tellem e Marshall Thompson. Non si tratta quindi di una ricorrenza ONU, ma di un'iniziativa privata che nel corso degli anni ha acquisito riconoscimento internazionale.
La Caretta caretta nidifica in Italia?
Sì, la Caretta caretta nidifica regolarmente sulle coste italiane, in particolare in Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania. Il numero di nidificazioni è in crescita negli ultimi anni, grazie anche alle attività di monitoraggio e protezione dei nidi svolte da associazioni di volontariato.
Quante specie di tartarughe esistono nel mondo?
Nel mondo sono conosciute circa 360 specie di tartarughe, suddivise tra tartarughe marine (7 specie), tartarughe d'acqua dolce e tartarughe terrestri. Oltre il 60% di queste specie è considerato minacciato in vario grado dalla Lista Rossa della IUCN.
Come posso partecipare alla Giornata Mondiale delle Tartarughe?
Puoi partecipare in molti modi: diffondendo informazioni sui social con l'hashtag #WorldTurtleDay, partecipando a pulizie delle spiagge organizzate da associazioni locali, adottando simbolicamente una tartaruga, facendo una donazione a un centro di recupero per fauna marina, oppure semplicemente informandoti e condividendo quello che hai imparato con chi ti sta intorno.
È legale tenere una tartaruga come animale domestico in Italia?
Dipende dalla specie. Alcune tartarughe terrestri, come la Testudo hermanni, possono essere tenute in Italia ma richiedono una documentazione specifica che ne attesti la provenienza da allevamenti legali. È assolutamente vietato raccogliere tartarughe dall'ambiente naturale o acquistare esemplari privi di documenti. Prima di adottare una tartaruga è sempre consigliabile informarsi presso le autorità competenti o un veterinario specializzato.
 
 
 
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