Otto marzo. Due parole che per alcune persone significano mimose e brindisi, per altre significano cortei e bandiere, per altre ancora significano semplicemente un giorno qualunque. Eppure, al di là di come ognuno la vive, questa data porta con sé qualcosa di più grande: il peso di storie che non andrebbero dimenticate, la voce di donne che hanno lottato perché oggi potessimo dare per scontate cose che scontate non erano affatto. Il diritto di votare. Il diritto di lavorare. Il diritto di dire no. Cose che, in molte parti del mondo, sono ancora battaglie aperte.
La Giornata Internazionale della Donna non è una festa nel senso tradizionale del termine: è una sosta. Un momento per guardarsi intorno, fare i conti con la strada percorsa e ammettere, onestamente, quanta ne resti ancora davanti. Con la leggerezza di chi sa che celebrare è giusto, ma senza dimenticare perché tutto questo è cominciato.
Le origini della Giornata Internazionale della Donna
La Giornata Internazionale della Donna ha radici profonde nel movimento operaio e femminista di inizio Novecento. Le prime manifestazioni si tennero negli Stati Uniti nei primi anni del 1900, quando le donne scesero in piazza per rivendicare condizioni di lavoro dignitose, il diritto di voto e la parità salariale. Il 28 febbraio 1909 si celebrò negli USA la prima "National Woman's Day", su iniziativa del Partito Socialista Americano.
Nel 1910, durante la seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste a Copenaghen, la leader tedesca Clara Zetkin propose di istituire una giornata internazionale dedicata alle donne, da celebrare ogni anno in tutto il mondo. L'idea fu accolta con entusiasmo e da allora la ricorrenza cominciò a diffondersi in Europa e oltre.
La data dell'8 marzo si consolidò nel corso degli anni Venti e Trenta, anche grazie alle mobilitazioni delle donne russe durante la Rivoluzione del 1917. Nel 1977 fu l'Organizzazione delle Nazioni Unite a riconoscere ufficialmente l'8 marzo come Giornata Internazionale della Donna, dandole una dimensione globale e istituzionale che ancora oggi mantiene.
In Italia la giornata viene celebrata dal dopoguerra, e la scelta della mimosa come fiore simbolo si deve a Teresa Mattei, partigiana e politica, che negli anni Quaranta propose questo fiore perché economico, facilmente reperibile e in piena fioritura proprio nel periodo di marzo.
Il significato dell'8 marzo oggi
Sarebbe comodo pensare all'8 marzo come a una festa, un'occasione per regalare fiori e brindare. Ma la realtà è che la Giornata Internazionale della Donna nasce come momento di riflessione, denuncia e celebrazione di un percorso ancora incompiuto.
Ogni anno l'ONU individua un tema specifico su cui concentrare l'attenzione globale. Le aree di intervento sono sempre le stesse, perché i problemi persistono: divario salariale di genere, violenza contro le donne, scarsa rappresentanza femminile nei ruoli di leadership, accesso all'istruzione e alla sanità nei Paesi in via di sviluppo.
Secondo i dati del Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, al ritmo attuale ci vorranno ancora oltre 130 anni per raggiungere la piena parità di genere a livello globale. Un numero che dovrebbe far riflettere.
In Italia la situazione è migliorata rispetto al passato, ma restano ampi margini di crescita: le donne guadagnano mediamente meno degli uomini a parità di ruolo, sono sovrarappresentate nei lavori part-time non volontari e ancora oggi il carico del lavoro di cura ricade prevalentemente su di loro. L'8 marzo è quindi anche l'occasione per guardare questi numeri in faccia, senza sconti.
La mimosa: storia di un simbolo tutto italiano
Nel resto del mondo le donne ricevono rose, viole o nessun fiore in particolare. In Italia la mimosa regna incontrastata, e c'è un motivo preciso. Come accennato, fu Teresa Mattei, una delle più giovani costituenti italiane, a sceglierla come simbolo della festa negli anni del dopoguerra. La mimosa era un fiore accessibile a tutti, cresceva spontaneamente nelle campagne e non richiedeva di essere acquistata: chiunque poteva raccoglierla e regalarne un ramo.
Con il tempo è diventata però anche un simbolo commerciale, e il dibattito su quanto questa tradizione mantenga ancora il suo spirito originario è aperto. Quello che conta, dicono in molti, non è il fiore in sé, ma la consapevolezza con cui lo si offre. Un gesto vuoto non vale quanto una conversazione seria su cosa significhi davvero rispettare le donne ogni giorno dell'anno.
Come si celebra nel mondo
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Manifestazioni e cortei. In molte città del mondo l'8 marzo è ancora oggi una giornata di piazza, con cortei, flash mob e iniziative pubbliche per rivendicare diritti e visibilità.
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Convegni e talk. Aziende, università e istituzioni organizzano eventi dedicati alla parità di genere, con ospiti, panel e testimonianze di donne che hanno fatto la differenza nei loro settori.
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Cultura e arte. Mostre, proiezioni, letture pubbliche e rassegne cinematografiche dedicano spazio alle storie delle donne, spesso ancora poco raccontate.
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La mimosa in Italia. La tradizione italiana vuole che si regali un rametto di mimosa alle donne della propria vita, un gesto simbolico che accompagna la giornata fin dagli anni Quaranta.
Donne che hanno cambiato la storia: qualche nome da ricordare
L'8 marzo è anche l'occasione giusta per riscoprire storie di donne straordinarie che hanno aperto strade, abbattuto barriere e lasciato un'impronta indelebile nella scienza, nella politica, nell'arte e nella società.
- Marie Curie, prima donna a vincere un Premio Nobel e unica persona ad averlo vinto in due discipline diverse (fisica e chimica)
- Rosa Parks, attivista afroamericana che con un semplice gesto di resistenza civile divenne simbolo del movimento per i diritti civili negli USA
- Rita Levi-Montalcini, scienziata italiana insignita del Nobel per la medicina nel 1986, esempio di tenacia e intelligenza in un mondo accademico a lungo dominato dagli uomini
- Malala Yousafzai, attivista pakistana per il diritto all'istruzione femminile, Premio Nobel per la Pace nel 2014
- Samantha Cristoforetti, prima donna europea comandante della Stazione Spaziale Internazionale, simbolo contemporaneo di come i confini si possano sempre superare
Sono solo alcuni nomi tra i tanti. La storia è piena di donne che hanno lottato, spesso nell'ombra, per costruire il mondo in cui viviamo.
Un tema che ha una sua giornata dedicata: l'11 febbraio, Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza.
Violenza di genere: il lato che non si può ignorare
Non si può parlare della Giornata Internazionale della Donna senza affrontare il tema più urgente: la violenza di genere. In Italia e nel mondo, ogni giorno, donne subiscono violenze fisiche, psicologiche ed economiche che spesso restano nell'ombra. Il femminicidio è una realtà che i dati non ci permettono di ignorare.
Secondo i dati ISTAT, in Italia quasi una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Il numero delle vittime di femminicidio si mantiene tragicamente stabile nel tempo, e troppo spesso l'autore è un partner o un ex partner.
Parlarne l'8 marzo non basta, ovviamente. Ma la giornata può essere uno spunto per diffondere consapevolezza, sostenere i centri antiviolenza, ascoltare le storie di chi ce l'ha fatta e ricordare chi non c'è più. Organizzazioni come D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza lavorano ogni giorno per offrire supporto concreto a chi ne ha bisogno.
Curiosità sulla Giornata Internazionale della Donna
- La prima celebrazione dell'8 marzo risale al 1911, quando fu festeggiata in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera
- In Russia la giornata è festa nazionale e i negozi si riempiono di fiori già giorni prima
- In Cina le donne hanno diritto a mezza giornata di lavoro retribuita l'8 marzo
- Clara Zetkin, la fondatrice della giornata, non ha mai indicato una data specifica: l'8 marzo si è affermato gradualmente nel corso degli anni
- In molti Paesi anglosassoni si preferisce il termine "International Women's Day" e l'hashtag #IWD raccoglie ogni anno milioni di post sui social
- Il colore simbolo della giornata è il viola, che storicamente rappresenta la dignità e la giustizia nei movimenti femministi
Domande frequenti sulla Giornata Internazionale della Donna
Quando si celebra la Giornata Internazionale della Donna?
Si celebra ogni anno l'8 marzo in tutto il mondo. La data è riconosciuta ufficialmente dall'ONU dal 1977.
Perché si regala la mimosa l'8 marzo?
La tradizione della mimosa è tipicamente italiana e risale agli anni Quaranta. Fu la partigiana e costituente Teresa Mattei a sceglierla come simbolo perché era un fiore accessibile a tutti, in piena fioritura a marzo e facilmente reperibile anche nelle campagne.
Come nasce la Giornata Internazionale della Donna?
Nasce dal movimento operaio e femminista di inizio Novecento. Fu la socialista tedesca Clara Zetkin a proporne l'istituzione nel 1910, durante una conferenza internazionale a Copenaghen. Le prime celebrazioni si tennero già dal 1911 in diversi Paesi europei.
L'8 marzo è una festa o una giornata di lotta?
Entrambe le cose, a seconda del contesto. Nata come giornata di rivendicazione e protesta, nel tempo ha assunto anche una dimensione celebrativa. L'importante è che non si riduca a un semplice rito commerciale, perdendo il suo significato originario.