Le zone umide sono aree in cui l’acqua è l’elemento dominante: paludi, lagune, torbiere, mangrovie, foci dei fiumi, stagni e persino alcune risaie. Possono essere dolci, salmastre o salate, naturali o artificiali.
Il loro valore è enorme:
- ospitano oltre il 40% delle specie viventi, pur coprendo una piccola parte della superficie terrestre
- funzionano come spugne naturali, riducendo il rischio di alluvioni
- filtrano l’acqua, migliorandone la qualità
- immagazzinano grandi quantità di carbonio, aiutando a contrastare il cambiamento climatico
In poche parole: senza zone umide, il pianeta sarebbe molto più fragile.
La data non è casuale. Il 2 febbraio 1971 venne firmata la Convenzione di Ramsar, un accordo internazionale per la tutela delle zone umide di importanza globale.
Oggi la Convenzione coinvolge oltre 170 Paesi e protegge migliaia di siti in tutto il mondo, compresi molti luoghi straordinari anche in Italia. Di seguito facciamo una breve spiegazione della convenzione che potrà essere utile a chi vuole approfondire l’argomento.
Convenzione di Ramsar
La Convenzione di Ramsar è un accordo intergovernativo per la conservazione e l’uso sostenibile delle zone umide di importanza internazionale.
Firmata nel 1971 nella città iraniana di Ramsar, rappresenta il primo trattato mondiale dedicato alla tutela di un ecosistema specifico.
Fatti chiave
- Adozione: 2 febbraio 1971, Ramsar (Iran)
- Entrata in vigore: 21 dicembre 1975
- Stati membri: oltre 170 (dato aggiornato al 2024)
- Siti Ramsar designati: più di 2.400 in tutto il mondo
- Segretariato: Gland, Svizzera (presso l’International Union for Conservation of Nature – IUCN)
Origini e obiettivi
La Convenzione nasce dall’urgenza di proteggere habitat acquatici sempre più minacciati da bonifiche, urbanizzazione e sfruttamento intensivo.
Il suo obiettivo è salvaguardare le zone umide come risorse essenziali per la biodiversità, la regolazione delle acque e il sostentamento umano, promuovendo al tempo stesso la cooperazione internazionale.
Al centro del trattato c’è il principio di “uso saggio” (wise use), che incoraggia una gestione razionale delle risorse idriche e biologiche, capace di conciliare tutela ambientale e attività umane.
Struttura e funzionamento
Ogni Stato aderente si impegna a designare almeno un’area da inserire nell’Elenco delle zone umide di importanza internazionale, note come Siti Ramsar.
Gli impegni principali includono:
- pianificazione dell’uso sostenibile delle zone umide
- istituzione di riserve naturali
- cooperazione su bacini idrici e sistemi transfrontalieri
Le decisioni vengono prese durante la Conferenza delle Parti (COP), che si riunisce ogni tre anni.
Impatto globale
La Convenzione di Ramsar ha contribuito a rafforzare il riconoscimento delle zone umide come alleate fondamentali contro il cambiamento climatico e per la tutela della biodiversità.
I Siti Ramsar coprono oltre 250 milioni di ettari, proteggendo habitat cruciali per uccelli migratori, pesci e specie minacciate, e sostenendo le comunità locali grazie a servizi ecosistemici essenziali.
Zone umide in Italia: un patrimonio da difendere
L’Italia è un Paese sorprendentemente ricco di zone umide, ambienti spesso poco appariscenti ma di enorme valore naturale. Dalle grandi aree fluviali come il Delta del Po alle lagune costiere, dalle paludi storiche alle oasi naturali protette, questi ecosistemi punteggiano il territorio e raccontano un legame antico tra acqua, paesaggio e presenza umana. Per secoli hanno garantito risorse, protezione e biodiversità, diventando parte integrante dell’identità di molte regioni italiane.
Negli ultimi decenni, però, questo patrimonio si è drasticamente ridotto. Oltre il 60% delle zone umide italiane è andato perduto, cancellato da urbanizzazione, bonifiche, agricoltura intensiva e inquinamento. Spesso considerate “terre inutili” o ostacoli allo sviluppo, molte aree sono state prosciugate o profondamente alterate, con effetti che oggi stiamo iniziando a pagare in termini di dissesto idrogeologico, perdita di biodiversità e peggioramento della qualità delle acque.
Dal punto di vista ecologico, le zone umide sono vere e proprie autostrade della vita. Accolgono e nutrono uccelli migratori durante i lunghi viaggi stagionali, ospitano anfibi e pesci, offrono rifugio a insetti fondamentali per l’impollinazione e conservano piante rare che non potrebbero sopravvivere altrove. Senza questi ambienti, intere catene alimentari rischiano di spezzarsi, con conseguenze difficili da invertire.
Ma la loro importanza non riguarda solo la fauna “lontana” o gli equilibri naturali. Le zone umide svolgono un ruolo diretto anche per noi: regolano le piene, ricaricano le falde, migliorano la qualità dell’acqua e sostengono attività come agricoltura e pesca. La loro scomparsa incide sulla sicurezza dei territori e sulla qualità della vita quotidiana, rendendo le comunità più vulnerabili agli eventi climatici estremi.
È proprio per questo che la Giornata Mondiale delle Zone Umide non è una semplice ricorrenza simbolica. È un invito a cambiare sguardo: riconoscere il valore di questi ambienti, proteggerli e recuperarli significa investire nel futuro del Paese, nella resilienza del territorio e in un rapporto più equilibrato tra uomo e natura.
Approfondimenti istituzionali
Per chi desidera approfondire il tema delle zone umide e conoscere le attività di tutela e monitoraggio a livello nazionale, sono disponibili alcune risorse istituzionali autorevoli:
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Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Sezione dedicata alle zone umide e alla tutela degli ecosistemi naturali.
👉
https://www.mase.gov.it
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ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Informazioni su aree protette, biodiversità e monitoraggio ambientale.
👉
https://www.isprambiente.gov.it
Domande frequenti sulla Giornata Mondiale delle Zone Umide
Quando si celebra la Giornata Mondiale delle Zone Umide?
La Giornata Mondiale delle Zone Umide si celebra ogni anno il 2 febbraio, in occasione dell’anniversario della firma della Convenzione di Ramsar del 1971, il principale accordo internazionale per la tutela delle zone umide.
Che cosa si intende per zona umida?
Una zona umida è un’area in cui l’acqua è presente in modo permanente o stagionale e influenza il suolo, la vegetazione e la fauna. Ne fanno parte paludi, lagune, torbiere, foci dei fiumi, stagni e zone costiere. Sono ambienti di transizione tra terra e acqua, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi.
Perché le zone umide sono così importanti?
Le zone umide svolgono funzioni vitali: ospitano una grande biodiversità, filtrano naturalmente l’acqua, riducono il rischio di alluvioni e immagazzinano carbonio contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. Senza di esse, molti ecosistemi perderebbero stabilità.
Perché la Giornata Mondiale delle Zone Umide si celebra il 2 febbraio?
Il 2 febbraio ricorda la firma della Convenzione di Ramsar nel 1971, il primo accordo internazionale dedicato alla tutela delle zone umide.
Cosa sono i Siti Ramsar?
I Siti Ramsar sono zone umide riconosciute di importanza internazionale dagli Stati aderenti alla Convenzione. Ogni Paese si impegna a proteggerli e gestirli in modo sostenibile, garantendo la conservazione degli habitat e delle specie che li popolano.
Quante zone umide sono state perse in Italia?
In Italia, negli ultimi decenni, è scomparso oltre il 60% delle zone umide originarie. Le cause principali sono urbanizzazione, agricoltura intensiva, bonifiche e inquinamento, con effetti diretti su biodiversità, sicurezza idrogeologica e qualità della vita.
Come possiamo contribuire alla protezione delle zone umide?
Possiamo fare la nostra parte informandoci, sostenendo le aree protette, rispettando gli ecosistemi durante le visite, riducendo l’inquinamento e promuovendo un uso più responsabile dell’acqua. Anche piccoli gesti quotidiani aiutano a preservare questi ambienti preziosi.